Perché con lo sconto in fattura del 50% l’impianto viene a costare di più?

Con i bonus 50% e 60% i contribuenti che vogliono effettuare una ristrutturazione, sostituzione infissi o caldaia, per l’acquisto di stufe a pellet o altro, possono richiedere lo sconto in fattura.

 

Tali bonus  prevedono detrazioni fiscali per i committenti dei lavori, con una riduzione dell’IRPEF che viene spalmata in 10 anni.

 

Si tratta di un’agevolazione molto conveniente, ma che prevede da parte del contribuente l’anticipo di una somma di denaro consistente.

Per rendere ancora più semplice e vantaggioso il tutto quindi, sono state aggiunte altre agevolazioni che non necessitano di alcun anticipo: sconto in fattura e cessione del credito.

 

Si tratta di due cose ben distinte tra loro:

 

  • Lo sconto in fattura viene richiesto dal committente all’impresa ed è proprio quest’ultima a recuperare il contributo previsto per questo tipo di incentivo.
    In parole più semplici, la ditta che esegue i lavori o che vende i dispositivi previsti per l’efficientamento energetico e per la ristrutturazione edilizia acquisisce il credito del contribuente, scaricandolo in seguito dalle proprie tasse. 

 

  • La cessione del credito invece avviene con dei pagamenti effettuati regolarmente e con un conseguente accordo tra l’istituto di credito (o un altro intermediario finanziario) e il committente.
    Il committente cede la sua detrazione all’istituto di credito, che a sua volta rimborserà il contribuente.

 

Ma perché il costo finale del lavoro aumenta con lo sconto in fattura?

 

Lo sconto in fattura, richiesto dal committente all’azienda, può prevedere l’importo intero o parziale da corrispondere al fornitore.

 

Il bonus ristrutturazione 2022 che prevede un’agevolazione del 50% fa sì che il committente paghi l’intera somma di denaro preventivato per i lavori, recuperando il 50% di questa somma grazie alle detrazioni IRPEF, spalmate in un periodo di 10 anni.

 

Usufruendo dello sconto in fattura, il committente dovrebbe pagare solo il 50% della somma prevista e l’altro 50% invece viene versato allo Stato dall’impresa fornitrice di lavori o servizi, la quale riceverà a sua volta delle detrazioni sulle tasse che annualmente è tenuta a versare all’erario.

 

In realtà la percentuale di sconto non arriva effettivamente al 50% per varie ragioni. 

 

In primis perché, il più delle volte, l’azienda fornitrice si rivolge ad un istituto bancario per poter concedere questa agevolazione al committente. Ciò comporta dei costi, infatti chi acquista il credito solitamente paga il 70% sul 50% di sconto in fattura.

 

Altre ragioni sono da trovarsi negli aumenti importanti dei costi dei materiali, in alcuni casi anche raddoppiati e triplicati.

 

Tutto ciò ha portato ad un aumento dell’inflazione e quindi del costo del denaro incidendo anche su tali agevolazioni. 

 

Consiglio? Se non hai la possibilità di tenerti il credito maturato scontandolo nelle imposte, scegli comunque lo sconto in fattura e installa il tuo impianto fotovoltaico o altro impianto, il risparmio che avrai sui costi delle bollette giustificherà sempre questo tipo di investimento.

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