Un po' di chiarezza sugli accumulatori per il fotovoltaico!

 

Torniamo sull’argomento degli accumulatori per il fotovoltaico per fare chiarezza. Le domande che ci poniamo sono poche e semplici: a che punto siamo? che prodotti sono presenti sul mercato? a chi e quando conviene installare l’accumulatore assieme ad un impianto fotovoltaico?

Alla fine di questo articolo avremo tutti quanti le idee più chiare.

Cominciamo col ricordare che eistono vari teipi di batterie di accumulo, realizzate con diverse tecnologie; prevalentemente ci interessano quelle al piombo e, soprattutto, quelle al litio. Il settore è in costante evoluzione: gli ingegneri ed i fisici lavorano per il futuro, per realizzare una più netta indipendenza energetica degli utenti! Allo stato attuale le batterie in commercio possono far molto comodo, soprattutto a chi ha un forte consumo di energia elettrica, magari anche a chi ha preferito utilizzare questa fonte anche per il riscaldamento e l’acqua calda riducendo o eliminando il gas. Tra i produttori più rilevanti troviamo: Bosh, SMA, LG Chem, Panasonic, ABB Solar, Tesla, Sonnen, Solax, Solawatt. Ma in realtà è un mercato in crescità e tante altre aziende stanno proponendo nuovissimi prodotti.

 

Confronto generale tra accumulatori al piombo e accumulatori al litio

Ormai è chiaro che le batterie in ascesa, le più vendute e le più soddisfacenti, sono quelle al litio, restando però gli apparecchi al piombo quelli più economici: questi ultimi però durano molto meno e sono più ingombranti. Inoltre, queste batterie garantiscono buone prestazioni solo se installate con un 50% in più di “capacità”, per via di un problema di memorizzazione e profondità di scarica: per cui se vi servono 5 kwh è bene installarne almeno 10.

Le batteria a litio invece, ad un costo sicuramente maggiore, sono più prestanti e durevoli, e possono durare anche fin oltre i 10 anni; la loro profondità di scarica può addirittura arrivare al 90%.

La taglia consigliata di una batteria a litio, su una installazione da 3 kWp, è di 6 kW nominali. Ma è ovvio che ogni situazione è diversa, e le necessità di noi utenti non sono tutte uguali né in termini di kwh consumati né in termini di fasce orarie nella quali consumiamo.

 

Quali sono i prezzi

Un sistema di accumulo completo a litio (con tutte le componenti necessarie) oscilla tra i 700 e 1200 €/kWh. Mentre il sistema a piombo completo tra i 200 e 500 €/kWh.

Tesla Powerwall 1 (6 kWh) e Powerwall 2 (14 kWh) insieme ai sistemi Sonnen (modulabili da 2 kWh), sono tra le soluzioni più efficienti e sicuramente più care: parliamo di prezzi che partono da 6500 euro per arrivare ben oltre i 12000.  

Ma sul mercato ci sono anche prodotti che possono andar bene pure all’utente con consumo medio, garantendo un recupero dei costi in tempi accettabili.

Va detto che con adeguate ricerche di preventivo, non è difficile trovare degli installatori che riescono a proporre degli sconti o delle offerte importanti, soprattutto sul pacchetto completo con l’impianto fotovoltaico chiavi in mano.

 

Ma i costi di questi accumulatori vengono ammortizzati in tempi utili?

Dipende da molte circostanze. Intanto per cominciare... se si ha e si continua ad avere un consumo in kwh basso, quindi una bolletta che non supera i 100 euro a bimestre, non è ancora il tempo di installare un accumulatore; varcata quella soglia ci si può e ci si deve ragionare; ovviamente maggiore è la spesa che attualmente sostenete, minore sarà il tempo di recupero.

Ora, mantenendo la buona abitudine, classica del fotovoltaico, di spostare alle ore diurne i consumi più importanti (lavabiancheria, asciugatrice, lavastoviglie, forni elettrici, climatizzatori etc.), per gli usi serali si può installare, ad esempio, un accumulatore di media grandezza fino a 5/6 kWh, trovando sul mercato molte proposte dai prezzi tutto sommato accessibili. Chi riesce in questa operazione e solitamente ha una bolletta “salata”, riesce ad avere un ottimo risultato.

Fare una stima dei tempo di ammortamento dei costi, a dire il vero, non è semplice. La detrazione fiscale IRPEF del 50% per l’impianto fv con accumulo più favorirci; ma generalmente è consigliato avere un consumo di 3000 kwh annui, altrimenti il risultato sarà incerto.

Cosa si può fare in alternativa? Pensare più in grande: fare un impianto con accumulo per aumentare i propri consumi attraverso l’uso di pompe di calore, piano cottura ad induzione o addirittura per la ricarica dell’auto elettrica. E così anche chi adesso ha un consumo in kwh molto basso, può risparmiare e rendersi un po’ più indipendente.

Per capire meglio a cosa si va incontro, e per fare la scelta giusta, è necessario confrontare un buon numero di proposte tecniche e commerciali diverse, attraverso dei preventivi che tengano conto di esigenze e caratteristiche specifiche del vostro immobile. Inutile dire che far svolgere un sopralluogo ad un tecnico (con preventivifree.net è sempre gratuito!) è quasi sempre essenziale.

 

Accumulatori e comunità di accumulo

Tra i più importanti produttori di accumulatori per il fotovoltaico ci sono TESLA e SONNEN. Ma, generalmente, questi sono di quei prodotti che non vanno bene per tutte le tasche e per i quali bisogna avere un consumo molto alto per giustificarne la spesa.

In Europa i tedeschi  vincono staccando nettamente Tesla nelle statistiche di vendita, nonostante l’elevata qualità di entrambi. Forse questo accade anche grazie alle soluzioni modulari di Sonnen, cioè di pacchi batteria da 2 kwh di base ai quali aggiungere a costo ridotto altri moduli da 2 kwh, secondo le esigenze. Ma c’è di più: la vera innovazione che questo produttore porta sul mercato è la “Sonnen Community”, con ormai più di 300 utenti nel nostro paese. Si tratta di una comunità energetica, a cui si aderisce staccandosi dal gestore dell’energia nazionale, con un impianto fotovoltaico ed un accumulatore di almeno 4 kwh, che promette l’azzeramento dei costi residui della bolletta, grazie ad bonus che dura per 24 mesi, fino ad una più compiuta indipendenza. Questa soluzione di comunità, a differenza dell’installazione classica ed indipendente, permette un vantaggio anche e soprattutto a chi consuma fino o poco più di 1500 kWh annui.

 

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